Detergenti a base di batteri probiotici in grado, oltre che di pulire le superfici dai microrganismi presenti, di inibire la ricontaminazione da parte di nuovi patogeni, garantendo una pulizia più duratura nel tempo.

Disinfettanti, quindi, con un potere pulente innovativo e sconosciuto agli attuali prodotti chimici (che, dopo aver igienizzato una superficie, non sono in grado di prevenire la ricolonizzazione batterica della medesima superficie). E che, inoltre, sono anche biocompatibili e rispettosi dell’ambiente.

Il “Probiotic Clean Hygiene System”

Il sistema di igienizzazione a base di batteri probiotici si chiama PCHS (Probiotic Cleaning Hygien System). E’ un sistema di pulizia che si basa sull’azione dei batteri probiotici del genere Bacillus: se con i tradizionali sistemi di pulizie la carica batterica – di ogni specie – viene rimossa nel momento in cui si effettua la pulizia, per poi riprendere a crescere dopo pochi minuti, con il sistema PCHS si mantiene invece bassa nel tempo (fino a oltre il 90% in meno rispetto ai detergenti chimici) rendendo l’ambiente igienicamente stabile e più sicuro. Questo accade perché il nuovo sistema di pulizia a base di batteri probiotici non solo è in grado di detergere le superfici dai microrganismi presenti, ma anche di inibire nel tempo la ricontaminazione da parte di nuovi patogeni (grazie all’azione di enzimi che vengono prodotti dai batteri probiotici e che contribuiscono all’eliminazione dello sporco).

Rischio di infezioni ospedaliere dimezzato

Una sanificazione di tipo biologico che, oltre a comportare un livello di igiene maggiore e più stabile nel tempo rispetto ai prodotti chimici tradizionali, ha anche in sé il vantaggio di essere “eco-friendly”, e quindi rispettosa dell’ambiente. 

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